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Scrittura, luoghi e ispirazione.



Ci sono tante cose con le quali ho un rapporto di amore e odio, una di queste è il treno. Viste alcune fobie legate alla presenza di eventuali germi (che comunque a mio avviso sono molto più che eventuali) stare chiusa in un vagone non mi piace e - lo ammetto - avvolgo i capelli come nemmeno la monaca di Monza pur di non metterli a contatto col sedile.

Allo stesso tempo però il treno mi piace perché mi dà modo si pensare e riflettere, mi ispira (non a caso sto scrivendo proprio adesso!) e mi piace essere cullata durante il viaggio. Diciamo che tento di far prevalere questo sentimento su quello da ipocondriaca.
I luoghi danno tanti spunti e sono importanti per chiunque...credo che siano fondamentali per chi ama scrivere. Come me.

Ho trascorso la giornata di oggi sul lago di Garda con la mia famiglia quasi al completo e mi sono sentita felice. Nel mio quaderno mentale ho preso appunti e ho dipinto il tramonto con le luci natalizie che si riflettevano sull'acqua.
Mi sono sentita felice perché anche se non fisicamente, stavo scrivendo dei ricordi o almeno li stavo fissando nella mia mente. E poi ho preso il treno con un po' di malinconia...è un sentimento costante prima di ogni partenza perché, anche se a volte non ne siamo coscienti, si lascia sempre qualcosa. E non c'è nulla di peggio di salutarsi sulla banchina di un treno e allontanarsi vedendo qualcuno che in distanza va diventando un puntino e poi nulla più.

Ho un vezzo che mi caratterizza e mi distingue da molte persone: mi piace viaggiare seduta in direzione opposta al senso di marcia. Insomma, mi piace guardare indietro e dare le spalle a ciò che verrà. È un po' il mio modo di vivere: lascio che il futuro mi sorprenda e guardo il passato per non dimenticarlo, per imparare da esso, per vedere com'ero, per non perdere ciò che sto lasciando.

Il futuro sarebbe incerto comunque, anche se lo guardassi dritto negli occhi. Tanto vale l'effetto sorpresa.

E stasera in particolare ho sentito il bisogno di scrivere...perché bisogna sempre scrivere quando si sente di farlo. È terapeutico. Mi sono ritrovata a mangiare un dolcetto di marzapane anzi, come si dice da me in Sicilia, un frutto di martorana. Zucchero puro e pasta di mandorla. Ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovata a casa. Ho visto la mia città, il mio mare, la mia famiglia. Non mancava nulla. Poi ho iniziato a scrivere.

Adesso sono quasi arrivata a Milano...stasera porterò con me questi pensieri e anche se oggi diventerà presto solo un ricordo, basterà a farmi sentire contenta.