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Sanremo live...in conferenza stampa con Ermal Meta

News dalla sala stampa...ecco un po' di pillole live, ora al Palafiori di Sanremo.

In conferenza stampa con ERMAL META

ermal

Se avessi potuto partecipare alla serata delle cover di stasera, cosa avresti cantato?

"C'è tempo" di Fossati o "Amara terra mia". Le trovo molto emozionanti da cantare e amo le voci e le penne che hanno portato queste canzoni al successo.

Scegli 3 parole che identificano l'album che sta per uscire.

Realismo, vita e lungo cammino. È esattamente ciò che è la musica...i musicisti sono dei maratoneti. I sogni mi fanno stancare di più ma contemporaneamente amo cogliere le sfumature di ciò che vivo.

In quanto affermato paroliere, cosa nei pensi dei testi delle canzoni in gara?

Mi piacciono molto il testo di Enrico Ruggeri e quello di Noemi scritto da Marco Masini.

Come sei cambiato dal tuo primo esordio a Sanremo con la band La fame di Camilla?

Credevo sarebbe stata la stessa cosa ma non è così, non ci si può abituare all'emozione del palco dell'Ariston. Quando sei con la band l'adrenalina e la tensione sono suddivise, da solista il peso è tutto su di te. È una grandissima opportunità e ringrazio chi ha reso possibile la mia partecipazione al festival.

Qual è il rapporto con le tue origini e quanto ti senti italiano?

Mi sento italianissimo ma le mie radici e le mie origini sono in Albania. Per usare una metafora direi che i miei rami sono illuminati dal sole italiano e le mie radici si nutrono del sale dell'Albania.

Oltre i testi hai curato anche gli arrangiamenti dei brani presenti nel tuo album?

Tutto il disco l'ho scritto, arrangiato prodotto e suonato. Volevo che la gente andasse ad ascoltare ciò che intendevo comunicare, senza intermediari.

Come nasce una canzone?

Generalmente scrivo prima la musica in quanto ogni canzone porta già dentro il testo. La canticchio e poi l'insieme alchemico mi suggerisce una parola che diventa la chiave di volta di quel brano. Appena arriva il momento giusto inizio a scrivere e impiego poco tempo! La musica è un miracolo e non ci sono calcoli dietro.

Chi temi di più tra i tuoi colleghi in gara?

Temo di più me stesso! Abbiamo tutto nelle nostre mani. Se qualcosa non va bene guardo dentro me stesso.
Ieri sera l'emozione era tanta è tutta la settimana è carica di tensione.

Come mai la scelta del titolo "Odio le favole"?

È una metafora che esprime il mio interesse e devozione nei confronti della vita vera. Una riflessione sul tempo, un invito a ridimensionare tutto ciò che oggi sembra tempesta perché domani sarà solo un alito di vento.