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Sanremo live...in conferenza stampa con Rocco Hunt

News dalla sala stampa...ecco un po' di pillole live, ora al Palafiori di Sanremo.

In conferenza stampa con ROCCO HUNT

hunt

Rocco Hunt, protagonista della prima serata del festival con la sua Wake up, racconta il suo punto di vista e la sua esperienza sanremese.

«Volevo divertirmi sul palco e portare energia con il mio pezzo. Ho ricevuto tanti complimenti per la canzone e pertanto credo di aver fatto bene il mio ruolo di rapper a Sanremo. La cosa più sconvolgente è stata la sequenza Elton John prima e io dopo: un sogno che si è avverato!»

Quanto e cosa può fare un artista per migliorare la vita del posto in vive?

Una canzone non può cambiare le cose ma può svegliare le coscienze delle persone. Ho fan di tutte le età, dai bambini agli adulti. Senza mancare di modestia, con la mia musica voglio dare un'educazione e denunciare qualcosa.

Come vedi il futuro dei giovani del sud?

Io so cosa si prova ad andare via da casa per cercare lavoro. Vivo lontano dalla mia terra e questa è sempre una situazione che mi fa riflettere. Com'è possibile che noi abbiamo i talenti ma mancano mezzi e strutture? La sera delle cover porterò "Tu vuo' fa' l'americano"...perché in realtà, solo solo per il patrimonio artistico che abbiamo, sono gli americani a voler essere come noi! Perché essere esterofili invece di esportare la nostra cultura? Al sud abbiamo i talenti ma bisogna svegliare chi c'è dall'altra parte.

Per il tuo pezzo hai scelto uno stile turbo-funky. Come mai?

Avevo già in mente cosa volevo portare sul palco con Wake up e con i miei produttori siamo arrivati a questo risultato.

Il pezzo ha dato veramente una sveglia. Pensi che l'Italia sia pronta per la vittoria di un rapper al festival?

Siamo a un bivio. Cosa vorrà l'Italia? Io incrocio le dita.
La mia vittoria è già stata l'emozione provata ieri. Il pezzo non lo canto per fare la morale agli altri ma per me stesso, per darmi io la sveglia.

Sei partito da Sanremo invece che dai talent come molti rapper. Non fai parte però nemmeno del filone underground. Come ti collochi in questo panorama?

A Sanremo mi sento la voce fuori dal coro. Forse sono l'anello di congiunzione tra underground e mainstream...anche se alla fine credo siano solo luoghi comuni. Io
ho fatto il grande passo con Nu juorno buono e ho avuto consenso da entrambe le parti. Nel rap l'importante è non dire mai baggianate, bisogna mantenere i contenuti alti e di spessore.

Se non fossi stato rapper?

Avrei fatto il pescivendolo! L'ho fatto per 2 anni e so pulire tutti i pesci...tranne la sogliola perché è difficilissimo!