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Sanremo 2016 - Una chiacchierata con Ermal Meta

Già autore di testi per grandi artisti italiani, Ermal Meta si presenta al Festival di Sanremo nella categoria ‘giovani’ e conquista un ottimo terzo posto con il brano “Odio le favole”, contenuto all’interno del suo album Umano uscito venerdì 12 febbraio (ho già ascoltato il disco e ve lo consiglio fortemente!).
Ho avuto il piacere di intervistarlo e questo è il risultato della nostra chiacchierata!

ermal meta

Come sei arrivato al mondo della musica? C’è stato un momento in cui hai detto «Io farò questo mestiere»?

In realtà non è che mi sono avvicinato alla musica, ci sono nato dentro perché sono figlio di una violinista e quindi sono proprio nato in mezzo alla musica. Già all’età di 3 anni andavo a vedere i concerti delle orchestre sinfoniche senza comprenderne l’importanza e la bellezza. Pian piano poi ho iniziato a capire. È quello che ho fatto da sempre.

Nella tua carriera hai avuto modo di scrivere per tanti artisti: Patty Pravo, Marco Mengoni, Chiara, Emma Marrone…ma c’è qualcuno, italiano o straniero, che speri domattina ti chiami e dica «Scrivi una canzone per me!»?

Straniero no, non sono molto affascinato dagli stranieri dal punto di vista autorale…però una collaborazione con Vasco Rossi sarebbe una gran figata!

Quindi professionalmente parlando, una nuova collaborazione magari proprio con Vasco, potrebbe essere il famoso sogno nel cassetto?

È più che un sogno…è una cosa notevole! Io incrocio le dita!

Visto che tu sei un autore, se ti dovessi descrivere con tre titoli di canzoni quali sceglieresti?

Un titolo è “C’è tempo” di Fossati, una canzone meravigliosa. L’altra è “Imagine” di John Lennon e infine “The dark side of the moon” dei Pink Floyd.

Non è la tua prima esperienza all’Ariston però cosa è cambiato rispetto a presentarsi con un gruppo? A parte dividere ansia e adrenalina con gli altri… Quando sei salito sul palco qual è stata la prima impressione diversa che hai notato?

Proprio quella…non sentivo gli altri passi! È stata la prima volta in cui mi sono guardato dietro e avevo il vuoto. Quello fa una grandissima differenza.

Al momento stai portando avanti la carriera da solista ma pensi che possa esserci un giorno la possibilità di lavorare di nuovo con una band, magari riunire La fame di Camilla o con un nuovo gruppo?

Questo non lo so, sicuramente mai con un nuovo gruppo! O La fame di Camilla, se sarà possibile, o niente. Un nuovo gruppo no, non tradirei mai il ricordo de La fame di Camilla. Al di là di quello che è stato fatto è proprio un legame viscerale, noi ci sentiamo tutti i giorni, siamo fratelli.

io ed ermal meta

Giovedì sera è successo il disguido con il conteggio dei voti per la sfida Miele contro Francesco Gabbani. Tu come avresti reagito se ti fossi trovato nei panni dell’uno e dell’altra?

È qualcosa che ti scuote un attimo. Secondo me, andava fatta una finale a 5 ma l’importante è che abbiano dato a Miele modo di esibirsi. Io non so cosa avrei fatto…

Parliamo dei tuoi modelli musicali, c’è qualcuno a cui ti ispiri o al quale ti senti vicino?

Io mi sento vicino alla musica e la musica è vicina a tutti. Non voglio peccare di presunzione ma il mio primo modello musicale, a causa degli inizi di musica ‘dotta’ , è stato Chopin. Ancora oggi quando devo rilassarmi lo ascolto. Poi dopo mi sono avvicinato a tutta la musica perché a me della musica piace tutto. Riesco trovarci il bello in qualsiasi cosa perché se c’è dell’ispirazione c’è per forza bellezza. Sicuramente ho ascoltato molto i cantautori italiani e anche una certa parte della musica inglese…Beatles, Pink Floyd, Radiohead. Ho masticato molta musica devo dire… Ultimamente tanta elettronica.

A livello di ispirazione hai un tuo processo creativo o quando arriva l’input, che può arrivare dall’esterno o dall’interno, parti e crei?

Sì, è soltanto una questione di input. Io non sono per niente bravo a decidere di scrivere. Non mi succede mai di pensare ‘Adesso scrivo una canzone!’ ed effettivamente scriverla, non ho questa capacità.

Hai avuto la possibilità di duettare con un mostro sacro come Patty Pravo, cosa hai provato a lavorare con una cantante considerata come una divina della musica italiana?

Bhè, ho pensato che stavo duettando con una intoccabile. È stato positivamente uno shock! Sono stato chiamato e mi è stato detto ‘Nicoletta vuole cantare questa canzone con te’…Wow! Meno male che ero seduto, se no sarei caduto per terra sicuramente! È stato davvero incredibile.

C’è un duetto che ti piacerebbe fare con qualche altro grande della musica?

Non lo so, ce ne sono tanti però per adesso voglio correre un po’ da solo.

Tu sei albanese però hai vissuto in Puglia praticamente quasi tutta la tua vita. Quanto c’è di questo mix culturale nella tua musica?

C’è sicuramente l’humus emotivo e spirituale della mia terra natia. Tutto il resto è cresciuto qua, quindi c’è un bel mix.

L’album appena uscito si intitola Umano, come mai la scelta di questo nome?

Non si tratta della scelta di un titolo, è che l’album è così. Era l’unico titolo possibile… è un disco che al suo interno fa un percorso di un insieme di fragilità umane, perché poi alla fine quello che ci rende veramente tali è proprio questo, è la fragilità. Il vero miracolo in realtà, secondo me, che è il miracolo della vita e della musica, -della vita in questo caso- è che nonostante la possibilità di perdere tutto in un istante e in mille modi diversi, l’umanità continua e va avanti. Ed è un equilibrio talmente precario che a volte mi chiedo come sia possibile che riusciamo a respirare, a pompare il sangue al cuore, a pensare, camminare, mangiare e guidare contemporaneamente! È incredibile! Pensa che se madre natura non avesse previsto la respirazione involontaria, noi moriremmo in 2 minuti perché saremmo impegnati a pensare di respirare…invece è una cosa alla quale non dobbiamo pensare!

album ermal meta

Come definiresti la creatività?

Incontinenza spirituale. Tutto ciò che non riesci a tenerti dentro diventa qualcos’altro.

Hai un mantra o una citazione che ti accompagna nelle tue giornate?

‘Everything in its right place’…tiritiritin…gli accordi sono pazzeschi! (Per chi non la conoscesse è una canzone dei Radiohead. Ndr)