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L’importanza del nome (parte II)

Nel post precedente ho iniziato a scrivere in merito a quanto sia importante il battesimo di un “prodotto” inteso come qualunque cosa venga realizzata fisicamente, giuridicamente, intellettualmente e artisticamente.

Partendo da piccoli esempi legati al quotidiano, sono arrivata a definire i primi due aggettivi che è indispensabile tenere a mente quando si va alla ricerca di un nome: SEMPLICE ed EVOCATIVO. Adesso è tempo di vedere gli altri due attributi chiave.

  1. UNICO: I casi di omonimia sono un disastro. Pensiamo a tutte le volte in cui ci siamo ritrovati in una stanza con qualcuno che si chiamava come noi, per esempio a scuola. Prima di un’interrogazione. L’unicità di ciò che creiamo è quanto più dà valore a un’idea. L’unicità deve ovviamente risiedere nel contenuto ma è importante che si rifletta anche nel nome. Limitare le ambiguità o le somiglianze con marchi già esistenti, salva dall’essere percepiti come “brutte copie” (se non addirittura imitazioni!) e permette di poter spiccare il volo mettendo in luce i propri tratti distintivi.

  2. PARLANTE: Diamo voce al nome. Battezzare un’idea, degna figlia del nostro ingegno, potrebbe essere una delle esperienze più entusiasmanti della vita. Perché allora perdere l’opportunità di scegliere un nome che racconti qualcosa? Chi non crede nell’immediatezza della parola e nel suo potere narrativo, si faccia un esame di coscienza e si redima. In un nome ci può essere un’intera sceneggiatura, una storia, una valanga di momenti che susseguendosi hanno portato alla realizzazione di quel prodotto. Scegliere un nome parlante aiuterà gli altri a vedere cosa c’è dietro il nostro lavoro e ricorderà a noi cosa ci ha portato fin là.

Tommaso Landolfi, uno degli scrittori italiani più celebri del Novecento, scriveva:

“Un nome qualunque non esiste, per così dire non si dà in natura: ogni nome reca una certa carica di destino.”