My default image

Il peso specifico delle parole

Sono a dieta e seguire un regime alimentare obbliga a pesare tutto, perfino l’insalata. Ogni volta mi domando a quanto corrispondano 150 g di mela, 200 g di funghi, 14 g di biscotti e così via.

Quello che così ho iniziato a osservare è il peso specifico di ogni cosa e da qui, uno dei miei voli pindarici mi ha portata a riflettere sul peso specifico delle parole.

Credo da sempre che proprio le parole siano delle false magre, forse le false magre per eccellenza. In apparenza sono invisibili e intangibili, eppure hanno il potere di determinare, di aiutare, di migliorare, di peggiorare, di schiacciare, di fare ridere e di far piangere: insomma, se ci pensiamo un attimo una buona percentuale di ciò che accade intorno a noi e dentro di noi, si verifica grazie o per colpa delle parole.

Termini, lemmi, vocaboli: chiamiamoli come vogliamo ma rendiamoci conto dello strumento che abbiamo a disposizione. Ci sono parole per ogni occasione, le possiamo indossare come un bell’abito da sera se ne ricerchiamo di sofisticate ed eleganti, o magari come una tuta da ginnastica quando adoperiamo un linguaggio colloquiale. Possiamo metterci addosso un camice da medico o una toga da giudice quando utilizziamo un lessico specifico, o un succinto bikini quando ci avvaliamo di abbreviazioni e sigle spesso incomprensibili.

Molte parole si somigliano, sono addirittura sinonimi, ma ognuna di esse ha delle sfumature che la rendono unica connotandola inequivocabilmente.

Sarò una ragazza all’antica, ma riesco ancora ad apprezzare la differenza che passa tra “bella” e “bona”. Il significato in fondo è il medesimo: ragazza piacente, di bell’aspetto. Eppure è palese che ci troviamo davanti a due accezioni molto diverse tra loro. Direi che quasi sicuramente cambiano tre variabili: chi ha parlato, a chi ci si è rivolti e in che occasione. E così, se a me sentirmi dire “bella” fa arrossire, al contrario sentirmi definire “bona”, imbarazza e infastidisce.

Gli esempi che si potrebbero fare sono molteplici, ma giungerebbero tutti alla medesima conclusione: le parole hanno un peso specifico notevole.

Alla celebre domanda se pesa di più 1 kg di piume o 1 kg di piombo, suggerisco di rispondere che pesa di più 1 kg di parole, leggere come le piume ma violente come il piombo.

Pertanto, come siamo attenti a scegliere cosa indossare per un’occasione speciale, prestiamo il triplo dell’attenzione quando dobbiamo decidere che vocaboli utilizzare: un’errata combinazione di sillabe può essere la via verso il baratro, tanto quanto quella giusta può spingervi rapidamente al successo. In qualunque ambito.