My default image

Non è ipocrisia ma sincerità alternativa: eufemismi istruzioni per l'uso

Quando mi sveglio con la vena polemica è un disastro perché quasi ogni cosa mi dà fastidio e automaticamente sono indotta a fare una lista mentale di ciò che non sopporto. Ecco, una cosa che detesto con tutta me stessa sono gli eufemismi.
Il termine "eufemismo" deriva dal greco e contiene al suo interno la parola "bene" e il verbo "dire". Per onestà intellettuale e completezza, il suo opposto è il disfemismo.
Adesso non voglio condannare l'uso di una benevolenza linguistica, lungi da me tale intenzione. Io stessa continuerò a dire «è passato a miglior vita» piuttosto che «è morto». L'eufemismo è fondamentalmente ipocrita: serve ad addolcire la pillola o a sottolineare un disprezzo. «Quel tipo lì è uno sciacallo...per usare un eufemismo!» È chiaro che in un contesto del genere, inquadrando come eufemismo un qualcosa di profondamente negativo, si punta a mettere in luce una caratteristica disdicevole.
In altri casi, poiché la mente umana è naturalmente portata ad accogliere più facilmente dati positivi, suonerà meglio dire «Su 100 passeggeri ne sono sopravvissuti 30» piuttosto che «Su 100 passeggeri ne sono morti 70». L'informazione è identica ma il modo in cui viene comunicata fa la differenza. Ora vi starete chiedendo perché sono così contraria agli eufemismi. Ovviamente quando dico di odiarli, non mi riferisco ai casi sopra citati, bensì a quelle situazioni di vera e propria ipocrisia linguistica, perbenismo comunicativo e paraculismo politically correct.

politically correct

Oggigiorno, come parli parli, sbagli. Una sillaba di troppo o una in meno rischiano di bollarti come razzista, fascista, comunista, classista, discriminatore, catastrofista, etc.
Questo non vuol dire che dobbiamo esprimerci come dei cavernicoli. Dobbiamo smetterla invece di trincerarci dietro parole edulcorate che trasudano falsità. Siamo nell'epoca in cui siamo tutti manager, in cui lo stagista schiavo viene assunto come Assistant manager di qualcuno per fare qualcosa di mai ben chiaro ma che nell'annuncio di lavoro sembra incredibilmente figo. Non si può dire che uno è grasso, semmai sovrappeso. Non ci sono più ignoranti ma solo persone poco istruite. Se mi rompo un'unghia probabilmente dovrei dire che "ho arrecato un danno alla mia nail art".
Potrei fare altri esempi ma risulterei molto antipatica quindi mi fermo qua. Quello che intendo dire è che non è questo zucchero lessicale a cambiare la sostanza.

eufemismo

Regna l'apparenza, anche a livello linguistico. Io personalmente ambisco solo a una cosa, a diventare una no bullshit writing manager... Una che non scriva cazzate per capirci!