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Creatività libera: cambiare il carcere per cambiare noi

Qualche sera fa passeggiavo per le vie di Milano in zona San Vittore. Sono una persona che si lascia attrarre facilmente dalle scritte sui muri e dalle affissioni e così, percorrendo qualche metro in via Vico, il mio sguardo è stato catturato da un paio di poster che riportavano delle poesie. Ovviamente mi sono fermata a leggere.

Né Sole né aria

In quelle celle ho visto il volto della gente, spento;
in quello spazio levigato ho visto tanti passi morti.
Vi parlo delle tante notti insonni
di quando le ombre riempiono i muri
e la luna mette nelle mani il buio.
Vi parlo della pioggia lontana
e del vento che mi sfiora;
ricordo i giorni della mia vita strana.

P.C.


Nel silenzio

Nel silenzio di questo momento cerco lo sfavillare di una candela
Così, per non sentirmi solo verso cera calda sui miei pensieri
poi con fiocchi d’oro li custodisco dentro carta colorata.
che dà movenze alle ombre.
e li metto in un calco per farli apparire;
Metto le mani fuori dalle sbarre
e sposto il cielo in orizzontale;
con le stesse costruisco ninnoli d’oro, con la luna un puntale.
Così, per non sentirmi solo sciolgo i fiocchi d’oro e libero i miei pensieri incollandovi un paio d’ali.

G.C.


Due testi quasi anonimi, con solo due iniziali a ricordare le mani di qualcuno che quelle parole le ha scritte ma soprattutto le ha vissute.

Sono venuta così a conoscenza dell’Associazione Laboratorio di Lettura e Scrittura Creativa nella casa di reclusione di Milano-Opera.

Incuriosita da tale iniziativa mi sono documentata e ho scoperto che sebbene l’associazione sia nata solo nel 2014, questo Laboratorio ha invece già 23 anni di vita e deve la sua esistenza a Silvana Ceruti, una volontaria che ancora oggi porta avanti questo progetto con l’obiettivo di «fare un pezzo di strada insieme tra persone ‘dentro’ e persone ‘fuori’».

Contestualmente, con la volontà di permettere a tutta la cittadinanza di poter leggere le composizioni poetiche dei detenuti che hanno vi hanno preso parte, è stata organizzata anche una campagna di affissioni in spazi comunali in collaborazione con la Presidenza della Sottocommissione Carceri di Milano.

Progetto Mura Trasparenti, tutto è già racchiuso in questo nome. Riuscire a vedere al di là non solo di una barriera fisica, bensì di una barriera mentale. Oltrepassare i pregiudizi verso i carcerati, arrivare a leggere grazie alle parole stampate su dei grandi poster il desiderio di libertà che può essere respirato soltanto attraverso le sbarre di una cella.

Umanità verso indifferenza. La scrittura utilizzata come una sorta di seconda possibilità che ognuno di loro si vuole dare. Perché le parole possono dare sollievo, possono raccontare, possono urlare ma soprattutto perché le parole scavalcano i muri.

Ogni volta che una persona si fermerà due minuti davanti a una di queste poesie, dedicando una frazione del proprio tempo alla storia di qualcun altro, avrà la possibilità di scoprire un vissuto fino ad allora sconosciuto e una realtà alla quale siamo spesso indifferenti.

Credo che dare l’opportunità di restare intellettualmente vivi a chi comunque si trova in condizioni di prigionia, sia una scelta ammirevole. La creatività e la libertà di espressione non andrebbero mai recluse.

Si scrive sempre a mente libera, liberamente.


Associazione Laboratorio di Lettura e Scrittura Creativa nella Casa di Reclusione di Milano-Opera

via Lazzaro Palazzi, 15 – Milano
laboratorio@operacreativa.it
www.operacreativa.it