My default image

Bellezza e creatività. La make-up artist Monica Guidi ci accompagna nell’affascinante mondo del beauty.

«Definire il Bello è facile: è ciò che fa disperare. » - Paul Valéry

Bellezza e creatività si incontrano nel loro terreno naturale, l’arte. Essa, in molteplici forme, esalta proprio la fusione di queste due virtù.

Raggiungere un’ideale di perfezione estetica è l’obiettivo di molti, soprattutto nel momento in cui la ricerca di questo “splendore” riguarda il proprio corpo.

Numerosi professionisti della bellezza ogni giorno si impegnano per realizzare i desideri di donne e uomini che vogliono migliorare la propria immagine. Nonostante anche il mondo maschile sia stato conquistato dalla mania dell’estetica, la compagine femminile rimane comunque la più esigente.

Per approfondire quest’argomento, ho scelto di dar voce a Monica Guidi. Classe 1974, fiorentina di nascita e milanese di adozione, è una mamma, donna e moglie, beauty coach, make-up artist e blogger. Appassionata di look therapy, bellezza e crescita personale, ama andare contro tendenza, anticipare le mode, e rendere le persone felici.

Perché? «Tutti hanno una bellezza inespressa che attende solo di essere scoperta!»

Si descrive con tre colori:

  • ROSSO perché è il colore della passione, del potere, della fierezza e dell’orgoglio. Il rosso è energia, calore, solarità, fiducia in se stessi e nelle proprie potenzialità.
  • INDACO poiché rispecchia il suo mondo interiore, la tendenza all’introspezione, la parte spirituale e riflessiva.
  • ORO perché è il colore della luce ed esprime valore, eccellenza, lusso.

Se le chiedi cosa è per lei la creatività, risponde che si tratta della capacità di immaginare e realizzare immagini e sensazioni sempre nuove e inedite. E’ la libertà di uscire fuori dagli schemi ed esprimere un’idea originale, mai vista.



D: Molte donne, fin da bambine si divertono a giocare con i trucchi. Quando hai capito che questo poteva diventare il tuo futuro professionale e non restare una semplice passione?

R: Ho sempre pensato che il lavoro della vita dovesse APPASSIONARMI, il che vuol dire non sentirsi mai arrivate e avere sempre vivo il desiderio di accrescere e migliorare le proprie competenze, ESSERE CREATIVO e artistico, e CREARE DEL BENESSERE. Oltre all’amore per il trucco mi interesso anche di massaggi e rituali estetici, questo perché ritengo che la bellezza nasca da un benessere psico-fisico. Oggi sono riuscita a trasformare una passione in una professione e questo mi permette di sentirmi grata, felice e motivata ogni giorno.

D: Come e perché nasce Dimensione Beauty?

R: Dimensione Beauty nasce dopo un primo blog scritto a quattro mani. In realtà desideravo avere uno spazio mio, un diario di bordo in cui far convogliare tutte le passioni. Nella sua creazione ho immaginato un redazionale in cui curare sia l’aspetto fashion sia quello più pratico di tutti i giorni. L’universo femminile è in costante evoluzione e non nascondo che col tempo ho cercato di trattare anche argomenti di crescita personale per aiutare le donne a ottenere prestazioni migliori perfino dal semplice rituale quotidiano.


D: Da make-up artist a beauty coach. Cosa ti ha spinta a compiere questo passo in più nella tua carriera?

R: In realtà si tratta di due carriere distinte. Essere una make-up artist professionista significa essere in grado di tirare fuori 6 look differenti all’interno di una stessa giornata di lavoro. Spesso devi uscire fuori dagli schemi e pensare come un artista che sta dipingendo una tela. Alla base ci sono molto studio, progettazione e creatività. Come beauty coach invece guido i miei clienti in una trasformazione che passa attraverso il cambio di immagine. Qui la parte creativa viene mediata dall’analisi dei punti di forza, evidenziando le unicità del cliente. La sfida è guidarlo attraverso un processo di cambiamento, finalizzato a rafforzare la personalità, l’autostima e a raggiungere degli obiettivi stabiliti.

Foto di Max La Tona

D: Dal 2012 collabori a un progetto che permette alle donne con problemi oncologici di riuscire ad accettare nuovamente la loro immagine. Quando hai capito che il tuo lavoro poteva assumere una connotazione sociale? Cosa ti ha dato fare parte di una realtà così forte?

R: In realtà ho sempre pensato che il mondo dell’estetica dovesse cambiare approccio aiutando le persone a sentirsi bene con se stesse. Faccio consulenza da più di 15 anni e in molti casi dietro il semplice consiglio di bellezza si cela il bisogno di sentirsi uniche e speciali. Molte donne purtroppo vivono ancora un rapporto sbagliato con il proprio corpo e questo perché ricercano il proprio valore nell’approvazione e nel giudizio altrui. In questi laboratori di bellezza, che fanno capo al programma La forza e sorriso, il rapporto con la malattia è di grande rispetto e col tempo ho imparato a non farmi sopraffare né intimorire da essa. Tratto le pazienti come donne comuni, uguali alle altre e questo viene molto apprezzato. Sono persone veramente straordinarie, forti e coraggiose e hanno tutto il diritto di stare bene con loro stesse e di sentirsi belle.

D: Aiuti le donne a scoprire il loro valore, hai scritto un libro dal titolo “Scopri la bellezza che è in te” e realizzi delle vere e proprie trasformazioni. Ma chi ha aiutato te a superare, se c’è stato, un momento difficile in cui magari non riuscivi ad avere un buon rapporto con la tua immagine?

R: Il rapporto con la mia immagine è stato tutt’altro che idilliaco. Da adolescente ero molto insicura del mio aspetto e questo mi ha indotto spesso a fare delle scelte sbagliate. Ho cominciato a valorizzare la mia immagine quando ho iniziato ad amarmi e accettarmi per quella che ero, ma questo purtroppo nessuno te lo può insegnare, è un processo individuale, un percorso che nasce principalmente da dentro. La cosa veramente bella è che una volta che inizi, anche gli altri ti apprezzano di più e questa è la vera evoluzione. Un tempo avevo bisogno che qualcuno mi facesse sentire speciale: oggi sono io che aiuto gli altri a sentirsi tali.

Foto di Max La Tona

D: Quali sono i criteri che utilizzi per realizzare il trucco perfetto?

R: Prima di tutto cerco di interpretare l’idea e poi la realizzo creando un’armonia di forme e colori. Il trucco è sfumatura, contrasto, luce e ombra. Mi lascio sempre ispirare dalla persona e dal suo modo di essere. Il mio obiettivo è renderla unica, speciale e bella. Per fare questo spesso mi ispiro a immagini di ricerca. Mi rendo conto che un make-up è riuscito quando mi crea emozione e soddisfazione, ma soprattutto quando vedo la mia musa mirarsi allo specchio e piacersi.

D: Purtroppo molte persone spesso si improvvisano definendosi make-up artist pur non avendo alcuna conoscenza in materia. Secondo te, cosa deve avere un truccatore per potersi definire un vero artista?

R: Già la parola artista stride con la mancanza di conoscenza. Per improvvisare devi avere una tale padronanza della materia da permetterti anche il lusso di non prepararti. Il talento da solo non basta. C’è bisogno di studiare per evolversi e questa è la chiave del successo.

Foto di Giancarlo Campagnola

D: Qual è il tuo successo professionale di cui sei maggiormente soddisfatta?

R: L’e-book è stata una sfida personale vinta. Non è stato facile riassumere 20 anni di esperienza e creare un percorso che potesse offrire la stessa efficacia di una consulenza vis-à-vis. La più grande soddisfazione è stata leggere i commenti positivi di chi ha messo subito in pratica i consigli contenuti al suo interno.

D: Realizzi i desideri di molte donne “normali”, hai truccato modelle e personaggi dello show business. Ma qual è il sogno professionale che speri di trasformare in realtà? C’è qualcuno in particolare che un giorno speri di poter truccare?

R: Nel mio cassetto dei sogni c’è il progetto di lavorare a Londra, New York e Parigi. Ho lavorato in TV, per redazionali, e campagne stampa, ma firmare una campagna mondiale sarebbe meraviglioso.

Foto di Indra Leopardi per Harper’s Bazaar Indonesia

D: La cura di sé e del proprio aspetto viene spesso stigmatizzata e considerata semplice vanità. Eppure gli antichi greci definivano i canoni dell’eroe come “kalòs kai agathòs”, ovvero “bello e buono”. Come risponderesti a una critica sul valore della bellezza?

R: La bellezza è considerata superficiale quando si sottovaluta il risvolto emotivo, psicologico e sociale. La bellezza oggettiva è di fatto un valore che decreta e determina i canoni estetici che rendono gradevole e piacevole la realtà che ci circonda. Esiste poi la bellezza soggettiva che contempla libertà d’espressione, la diversità e l’unicità. Come emerge dai laboratori di bellezza de La Forza e il Sorriso, la cura estetica aiuta di fatto a ritrovare la fiducia in se stessi e nel proprio aspetto.

D: C’è una citazione o un mantra che ti accompagnano?

R: Adoro le frasi celebri ma quella che mi rappresenta di più è questa di Coco Chanel: «Non mi pento di nulla nella vita, eccetto di quello che non ho fatto.»

Campagna Dignity, Foto di Giancarlo Campagnola

CONTATTI:
www.dimensionebeauty.com
www.facebook.com/Dimensionebeauty
www.facebook.com/MonicaGuidiMUA/